Stato Italiano e Banche – il gatto e la volpe

governo e banche

L’impianto accusatorio è molto pesante: hanno scommesso con i soldi degli italiani! Ci dicono che c’è la crisi economica eppure i soldi per le banche ci sono sempre. Anzi, il danno richiesto dalla Corte dei Conti fa venire davvero i brividi: 4,1 miliardi di euro. Infine, sempre per garantire una totale trasparenza e protezione dei propri cittadini, nessuno sa niente di questa storia perchè il Governo ha posto il segreto di stato.

Non a caso, il Tesoro per via della sua forte posizione debitoria (l’Italia ha il terzo debito pubblico più grande al mondo pari a circa 2.150 miliardi di euro), si è trovato più volte in una posizione di debolezza nei confronti delle grandi banche d’affari.

La faccenda, sebbene ancora oggi si stia ripetendo, risale al periodo che va da dicembre 2011 a gennaio 2012. Infatti, davanti alla Corte dei Conti (la nostra magistratura contabile) dovranno presentarsi: una banca d’affari Americana e, cosa appunto molto grave, anche il precedente (Vincenzo La Via) ed attuale (Maria Cannata) direttore del Debito pubblico, che dal 2000 ad oggi hanno firmato molti di quei contratti e i relativi decreti di approvazione. Infine, come se non bastasse, dovranno presentarsi anche il direttore generale del Tesoro (Domenico Siniscalco) ed il direttore del Tesoro (Vittorio Grilli); i quali, proprio ad evidenziare la “poca” vicinanza agli istituti bancari più importanti al mondo, terminate la propria esperienze nel Tesoro hanno pensato bene di andare a lavorare proprio per Morgan Stanley e la Jp Morgan.
Secondo la ricostruzione del pubblico ministero M. Minerva, la loro colpa è di:

1. Aver stipulato contratti derivati non con una finalità di sola copertura contro i rischi di cambio o di tasso, ma avevano in sé alcune caratteristiche speculative, vietate a un investitore pubblico.
2. Aver concesso
a Morgan Stanley una clausola per nulla compatibile con gli obiettivi di gestione del debito pubblico del Tesoro.

In genere, l’esposizione dello Stato nei confronti dei creditori si spalma in un periodo di medio o lungo termine, come avviene in genere per qualsiasi mutuo. In questo caso, invece, una volta attivata la clausola ATE (Additional Termination Events) imponeva alla Stato di chiudere tutta l’esposizione verso quella banca dall’oggi al domani. Quindi. tra il 2011 e il 2012, in piena turbolenza finanziaria mondiale, Morgan Stanley ha chiesto l’attivazione della suddetta clausola ed il governo ha sborsato 3,1 miliardi di euro.

Facciamo un piccolo passo indietro, portando l’attenzione sul cuore di questi provvedimenti, ovvero parliamo di derivati. Cosa sono i derivati?

In finanza, lo strumento derivato o semplicemente derivato è un contratto o titolo il cui prezzo è basato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario. Infatti, non sono titoli muniti di un proprio valore intrinseco bensì derivano il loro valore da altri prodotti finanziari. Ogni derivato ha ad oggetto una previsione e/o scommessa sull’andamento futuro di un particolare indice di prezzo, come ad esempio: quotazioni di titoli, materie prime, tassi d’interesse. I soggetti protagonisti della finanza internazionale, dopo lo scoppio della bolla finanziaria tra il 2007 e il 2008, hanno scaricato le conseguenze della crisi sui settori dell’economia reale (imprese, cittadini, enti pubblici). Infatti, come utili strumenti di copertura dai rischi di mercato, alcuni derivati come gli swap sono stati utilizzati sempre più negli ultimi anni.

Spesso, addirittura, questi derivati sono stati venduti in mercati non regolamentati. Ne ha conseguito che in numerosi casi le banche hanno venduto ai loro clienti prodotti derivati privi degli elementi standard definiti dalle autorità di mercato e con caratteristiche, spesso, decise unilateralmente dalle banche.

Questo esempio (scandalo nazionale con Banca Etruria, etc) è esattamente quello che è accaduto qualche mese fa con lo scandalo dei risparmiatori che si sono trovati (dalla sera alla mattina) senza più i loro soldi!

 

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Rosario De Vincenzo

Rosario De Vincenzo

Consulente e Coach per il benessere nel business e nella vita. Sono stato mediatore creditizio per tantissimi anni e imprenditore nel settore della finanza, con esperienza maturata da oltre 25 anni nel settore finanziario. Mi occupo di start-up tecnologiche e di marketing ad alto valore aggiunto. Sono Financial e Marketing Coach certificato in Business e Master Practitioner PNL, autore del libro best seller “Usura Bancaria” e fondatore di HGM.
Spero presto di fare la tua conoscenza e per qualsiasi informazione contattami su facebook, linkedin, twitter o via email rosariodevincenzo@libero.it
Un caro abbraccio forte!
Rosario De Vincenzo
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