Sentenza Corte di Cassazione del 2016: deve essere ammessa la CTU

C’è ancora molto da fare per ristabilire equità tra correntisti e sistema bancario ma questa sentenza è un grandissimo e rivoluzionario passo avanti, commenta l’ex magistrato Calabrò.

“Questa sentenza ridisegna le condizioni di chiaro svantaggio finora vissute dai clienti nei confronti delle banche che, spesso, pongono continui ostacoli ai clienti, nel fornire i documenti dei quali hanno diritto. Eppure esista una legge, il Testo Unico Bancario, che impone alla banca di fornire al cliente i documenti di cui necessita dietro richiesta formale, ma diversi giudici fino ad oggi avevano imputato al cliente di non avere inviato alla banca questa richiesta formale e, quindi, si sono ben guardati dall’ordinare alla banca di esibire in giudizio questa documentazione. Questa valutazione della Suprema Corte si riferisce anche alle cause considerate “temerarie”, ovvero i casi in cui le domande sono state respinte per motivi procedurali perché si riteneva non fosse prodotta sufficiente documentazione e non potesse ordinarsi alla banca l’esibizione di altri documenti o che la perizia di parte fosse presumibilmente inadeguata, ovvero ancora che la richiesta di una perizia tecnica d’ufficio fosse esplorativa. Grazie alla Sentenza della Corte di Cassazione i giudici di merito dovranno dimostrare più coraggio rispetto al passato” – afferma Calabrò.

La maggior parte dei contenziosi contro gli istituti bancari adesso verranno riscritti a favore dei correntisti che hanno visto respingere in primo grado cause per usura o anatocismo.

Infatti, questa recente sentenza (depositata il 15 marzo – n. 5091/16) per la prima volta affronta i temi procedurali del contenzioso bancario.
In particolare, la Corte di Cassazione afferma che in materia contabile, anche quando possa essere considerata esplorativa, la CTU deve essere ammessa perché è l’unico mezzo a disposizione della parte per ricostruire un rapporto che si è dipanato in molti anni e non può essere ricostruito con la semplice produzione di documenti. Inoltre, il consulente tecnico di ufficio, addirittura, non potrà neppure considerarsi vincolato dai documenti acquisiti  sino a quel punto del processo, ma per espletare compiutamente l’indagine contabile affidatagli potrà acquisire tutta la documentazione che ritenga indispensabile per rendere al giudicante il miglior servizio volto all’accertamento della verità e della realtà del rapporto oggetto del giudizio. L’unica deputata a stabilire in modo definitivo i criteri di diritto da applicare ad ogni fattispecie è la Corte di Cassazione.

Per maggiori informazioni, leggi la sentenza: SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE – Marzo 2016

 

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Rosario De Vincenzo

Rosario De Vincenzo

Rosario De Vincenzo, Consulente e Life e Business Coach. È stato Mediatore creditizio per tantissimi anni e imprenditore nel settore della finanza, del marketing e delle tecnologie, con esperienza maturate da oltre 25 anni. Si occupa di start-up tecnologiche e di marketing ad alto valore aggiunto. È Financial e Marketing Coach certificato in Business e Master Practitioner PNL, Coach PNL (R. Bandler) - autore del best seller “Usura Bancaria” Bruno Editori 2013e del best seller: “Contro l’Usura Finanziaria” MIND Edizioni 2016, fondatore dei marchi HGM e Msnet Lab e dell’Associazione contro l’Usura bancaria, diplomato al MICAP, Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni, Laureato in Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali - Laureatoin Scienze dell’Organizzazione - Docente di Alta Formazione per diversi Istituti di ricerca Universitari Pubblici e Privati - Consulente per Enti Pubblici ed Ambasciate per progetti Trans-Nazionali-V-bloggerblog: www.usurabancaria.com www.ilmarketingessenziale.comwww.rosariodevincenzo.it
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