Sempre più giù da non riuscire più a risalire. Ecco cosa fare se pensi di non riuscire più a ripartire.

Cosa fare se a un certo punto ti rendi conto che non riesci più a sostenere i costi finanziari che mese per mese ti vengono addebitati, non riesci più ad essere puntuale nei pagamenti, iniziano ad arretrarsi imposte e tasse e hai una tensione finanziaria che ti accompagna ormai da molto tempo e le banche e i fornitori iniziano a farsi sentire, le prime ti propongono un piano di rientro che chiude tutti i debiti trasformandoli da breve a medio termine proponendo la sottoscrizione di un contratto che è una sorta di condono tombale per la banca, dove il correntista rinuncia a qualsiasi azione futura a qualunque titolo come riportato in questo contrato di una delle più grandi banche: “…. con la sottoscrizione del presente atto, l’azienda rinuncia all’esercizio di qualsiasi eccezione e/o contestazione anche in sede giudiziale , relativa alla tenuta del rapporto di conto corrente  derivante dal contratto di affidamento ….che l’impresa riconosce come regolarmente pattuiti ed accettati…. approvando …. ecc. ecc.”

A questo si aggiungono gli arretrati degli stipendi, insomma diventa davvero insostenibile.

Inizi ad acquisire consapevolezza che non puoi più uscire da quella morsa nella quale ti trovi, in quella gabbia che ormai è troppo stretta, avverti un forte disagio e provi quasi una vera sofferenza fisica e mentale, non riesci più a staccare e sentirti libero e sereno di poter nuovamente ritrovare un nuovo entusiasmo per ripartire.

Ti accorgi che il debito con la banca e le finanziarie è molto alto, e il tuo rating inizia a scendere, non sei più l’azienda appetibile ed affidabile di un tempo, i clienti non sono puntuali nei pagamenti, i fornitori cercano di essere pagati a vista, e non hai più ormai la possibilità di poter chiedere ulteriori prestiti alla banca perché sei già iper esposto.

A questo aggiungi che non hai più la possibilità di poter chiedere al fisco di finanziarti traslando di qualche anno i debiti con l’erario (iva e imposte) consapevole di pagare multe e oneri accessori tuttavia oggi anche il fisco non è più disponibile a sostenere l’impresa. Con i vari sistemi messi in campo già da un po’ di tempo in pochi mesi vengono notificati avvisi di pagamento che prima impiegavano anni solo per la notifica.  Questo comporta un venir meno di una fonte di finanziamento a breve che di fatto esisteva da decenni e che sempre di più andrà a sparire.

Cosa fare allora?

Su 10 imprese che si costituiscono solo il 6% dopo 10 anni è ancora in vita, le altre sono chiuse o fallite!

Questa è la triste realtà che esiste purtroppo in Italia, un paese la cui economia è basata sul 90% circa di micro e piccole imprese, che con  tanti sacrifici assieme ai collaboratori portano avanti l’attività, portando alto il nome della produttività italiana nel mondo. Ciononostante siamo i primi in tantissimi settori artigianali ed industriali.

Il venire meno delle relazioni umani nel sistema creditizio a favore di regole comportamentali e indici di solvibilità

molto rigidi, la difficoltà nell’interpretare i bisogni dei consumatori con strategie di marketing precise ed innovative, un mercato che vive di riflesso una diffusa crisi generale, un fisco sempre più preciso e virtuoso, disponibile a fornire tanti servizi in più in cambio di un pagamento immediato e certo, un pagamento che riguarda una imposizione fiscale che tra imposte e tasse resta tra la più alta del mondo (67%) – la situazione appare davvero grave da qui ai prossimi 2 anni.

Entro due anni, chiuderanno oltre il 50% delle Imprese italiane, ed entro 5 anni la situazione sarà catastrofica.

Già oggi, nel costituire una start up, la prima domanda è: dove la costituiamo, in quale paese?

L’Italia, nell’ammodernare i suoi sistemi tecnologici, offrire più servizi, fare la guerra agli evasori e ogni altra utile azione, non può e non deve sottovalutare un maggiore equilibrio fiscale, tale da consentire alle piccole imprese di poter realmente creare un sistema produttivo sano in grado di portare “stabilità” all’impresa, ai dipendenti e di conseguenza alla Comunità e non il contrario.

Cosa fare?  Come porre rimedio a questa nuova criticità,  a questo nuovo scenario?

Attivare una vera ri-vitalizzazione di tutte le attività, resettare e ripartire da zero.

Verifica i livelli di affidamento bancario. Cosa è accaduto nella tua azienda negli ultimi 20 anni?

In che modo possiamo azzerare gli affidamenti e verificare una nuova ripartenza?

Come possiamo pagare le imposte e tasse arretrate? Quale strategia adottare per  liberarci da questi pesi che ci impediscono di ripartire?

Come possiamo internazionalizzare il nostro business, è possibile, se si, in che modo?

Queste domande meritano una risposta!

Qualche mese fa ho pensato di creare un format semplificato che potesse aiutare rapidamente le piccole imprese, facendo una due diligence , allo scopo di analizzare e far comprendere all’imprenditore quale potesse essere la vera via di fuga, sana e potenziante, in modo da poter ripartire sulla base di un nuovo programma di sviluppo.

Il format è composto a due fase:

1) Due Diligence

2) Controllo di Gestione

La prima fase è necessaria per comprendere lo stato dell’impresa e stabilire la migliore strategia per essere finalmente liberi,  la seconda fase, consiste nel tracciare un programma nuovo per il controllo di gestione. Aiutare l’impresa a capire realmente se guadagna e quali margini, quali strategie adottare e come progettare un impresa che funzioni e sia immune dalle nuove regole del gioco del fisco e delle banche!

Ci vediamo presto.

Ciao

 

 

Rosario De Vincenzo

Rosario De Vincenzo

Rosario De Vincenzo, Consulente e Life e Business Coach. È stato Mediatore creditizio per tantissimi anni e imprenditore nel settore della finanza, del marketing e delle tecnologie, con esperienza maturate da oltre 25 anni. Si occupa di start-up tecnologiche e di marketing ad alto valore aggiunto. È Financial e Marketing Coach certificato in Business e Master Practitioner PNL, Coach PNL (R. Bandler) - autore del best seller “Usura Bancaria” Bruno Editori 2013e del best seller: “Contro l’Usura Finanziaria” MIND Edizioni 2016, fondatore dei marchi HGM e Msnet Lab e dell’Associazione contro l’Usura bancaria, diplomato al MICAP, Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni, Laureato in Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali - Laureatoin Scienze dell’Organizzazione - Docente di Alta Formazione per diversi Istituti di ricerca Universitari Pubblici e Privati - Consulente per Enti Pubblici ed Ambasciate per progetti Trans-Nazionali-V-bloggerblog: www.usurabancaria.com www.ilmarketingessenziale.comwww.rosariodevincenzo.it
rosariodevincenzo@libero.it
Rosario De Vincenzo
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